Thy Majestie - Hastings 1066



Recensione "Rock Hard" anno 1 ; n.4 Ottobre 2002



Il combo palermitano si cimenta in un ambizioso concept sia lirico che musicale basato sulla battaglia svoltasi ad Hastings nel 1066; le coordinate sonore rimangono le stesse del debutto, power metal dalle venature estremamente epiche, ma le similitudini con il mediocre debut album finiscono qui. La splendida produzione conseguita agli Outer Sound Studios (Novembre, Stormlord, Edenshade, Dakrua etc.) di Roma e l'indubbia maturazione della band hanno fatto registrare un salto di qualità veramente impressionante anche se , a tratti, le assonanze con i Rhapsody tendono a mostrarsi troppo in primo piano . In brani come "The King and the Warrior", presente sulla compilation di Rock Hard settembrino, e "Through the Bridge of Spears" i Thy Majestie dimostrano di possedere un sound decisamente convincente, basato su atmosphere epiche e classicamente power, ma non scevro da influenze comprese fra i Queensryche d'annata ed i primi Fates Warning. Gli splendidi cori registrati con l'ausilio del Coro del Teatro Massimo di Palermo, e le ottime melodie di cui la maggior parte dei refrain possono fregiarsi sono sicuramente l'asso nella manica dell'intero lavoro mentre azzardata risulta essere la scelta di porre una grande quantità di introduzioni nel corso del disco: piece strumentali indubbiamente suggestive e propedeutiche all'immedesimazione nel concept , ma alla lunga veramente troppo numerose e non sempre concludenti. Un lieve difetto, oltretutto fortemente mitigato dall'indubbia soggettività del giudizio, che non scalfisce affatto l'indubbio valore di "Hastings 1066".
7,5
Francesco Bucci