Thy Majestie - Hastings 1066



Recensione Psycho! Ottobre 2002



"Notevole balzo in avanti della symphonic speed band italiana"

Se devo essere sincero, non è che rimasi propriamente folgorato dai Thy Majestie in occasione del loro debutto "The Lasting power". Ad un paio d'anni di distanza, il sestetto tricolore mostra però di aver maturato una consapevolezza nei propri mezzi decisamente superiore, che si concretizza in un album dai toni veramente maiuscoli. "Hastings 1066" è, come si può facilmente evincere dal titolo, un'opera liricamente incentrata su quella storica battaglia , ed anche dal punto di vista musicale i Thy Majestie cercano di ricreare atmosfere particolarmente sontuose ed epiche. Grande spazio dunque ai cori del Teatro Massimo di Palermo, che arricchiscono le ariose melodie concepite dal gruppo in occasione di "The King and the warrior" e "The Sight of Telham Hill" , splendide tracks stilisticamente in bilico tra Angra e Helloween. Anche pomposi interludi orchestrali come "Incipit bellum" concorrono a donare un tocco di maestosità all'intero concept musicato dai Thy Majestie che, dal canto loro, non hanno timore di usare soluzioni piuttosto complesse in "Echoes of war" e "The Scream of Taillefer" . Grande l'attitudine epica di "Anger of Fate", "The Pride of a Housecarl", e "Through the Bridge of Spears" , ma colpisce in particolar modo il feeling medievale della conclusiva "Demons on the crown" che suggella un disco di ottimo spessore e pregevole contenuto .
(Alessandro Ariatti)